“Io soffro quando è in strada, ma lui è una macchina da guerra” [Intervista ad Andrea Libanore]

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Andrea Libanore, classe 1966 (49 anni), presidente dell’Associazione Triathlon Pavese, è uno dei primi e più entusiasti tifosi di Ale.

Prima di tutto, ci presenti il team?

Il triathlon pavese nasce dalle ceneri di una società che stava per scoparire a fine 2008, lo scopo sin da subito per me è stato quello di promuovere uno sport abbastanza sconosciuto in provincia, attirando più atleti possibili provenienti dal running, dal ciclismo e dal nuoto, facendo capire loro che il triathlon o il duathlon non sono due sport da supereroi, ma che con un pò di impegno tutto è fattibile… Tutto ciò con un unico principio di base: raccogliere amici, partecipare alle gare, organizzare gare e tanto divertimento. Ora siamo 250 atleti e il Raschiani Triathlon Pavese è tra le squadre più numerose d’italia, abbiamo organizzato oltre una trentina di gare, e abbiamo un trischool con dieci piccoli atleti dai 6 anni in su.

Ci racconti la storia di Ale in verdenero?

Ale viene da me cercando una guida per il suo tandem, ci proviamo, anzi ci provo io, l’inizio è stato drammatico e difficile, poi dopo un paio d’ore abbiamo iniziato ad andare bene e dopo qualche giorno abbiamo fatto la nostra prima gara a Parma. Sensazione fantastica, ma mi son subito reso conto che ad Ale la non-indipendenza andava stretta. Quando l’ho conosciuto sono rimasto folgorato dalla sua voglia di fare e di essere autonomo, malgrado le sue reali difficoltà. Il suo sogno era una medaglia… e io, lo ammetto, ero abbastanza scettico, ma la luce nei suoi occhi mi ha fatto capire che è speciale. E ha capito che il duathlon era alla sua portata, e così prima l’argento agli europei e poi l’incredibile oro in Australia. Fantastico.

Com’è avere Ale come compagno di squadra? Possiamo anche parlarne male, eh…

Ale è incredibile, è sempre pronto a scusarsi, a dire che lui fa semplicemente il suo, invece è un campione, è un esempio di vita per tutti noi, e io non mi dimentico mai di ricordarlo a tutti. Noi siamo una piccola società che si autofinanzia, gli sponsor sono veramente pochi, e mi piacerebbe assisterlo di più. Ma Ale sempre con la sua testardaggine non ha mai mai chiesto nulla e anzi tutto ciò che si è conquistato lo ha fatto veramente in autonomia. Ale è eccezzionale sotto ogni punto di vista, l’atleta modello, un vero Campione.

Quali difficoltà vedi per Ale, il giorno della gara?

Difficoltà tante e allo stesso tempo nessuna, io soffro quando lo penso in strada, ma lui è imperterrito, una macchina da guerra. Per cui, anche il 28 novembre: a tutta!

Un messaggio per la bacheca di Ale…

Ale lo sai che siamo tutti tutti con te, giù tutto e goditi quest’ennesimo TUO MOMENTO. E negli ultimi due o tre giri… pensa al prossimo obiettivo.