«Vedere la felicità negli occhi di Ale, quello è stato il massimo»: parla Flaviano Frugeri

 

frugeri

La nuova bici, che Ale ha voluto chiamare Circe («Perché ho letto da qualche parte che è chiamata ‘la figlia del giorno e della notte’… e mi è piaciuta subito l’idea»), ha la firma di Cicli Frugeri.
Nata a Pernate Novara nel 1983 da Ottaviano e Flaviano Frugeri (padre e figlio), l’azienda si ritaglia uno spazio con la realizzazione su misura di bici da corsa per Triathlon e Mtb con il proprio marchio. Flaviano collabora con la Nazionale Ciclistica Italiana dal 1996 in qualità di meccanico, è a lui che chiediamo di raccontarci com’è andata.

Come vi siete incontrati?

L’incontro con Alessandro risale alla primavera 2013, quando è venuto nella nostra officina bottega a Pernate, sapendo che facevamo bici particolari per disabili. Tra noi è nato subito un feeling particolare: come con tutti i ragazzi che hanno avuto problemi simili, Alessandro dopo l’incidente non aveva più pedalato su una bicicletta in autonomia, utilizzava un tandem con la guida.
Essere riusciti a preparare una bicicletta che gli permettesse di restare indipendente, è stato per noi un traguardo molto importante. E vedere la felicità negli occhi di Ale, è stato il massimo.

Come è nata «Circe»?

Prima di tutto abbiamo costruito il telaio modello Pista sul quale abbiamo applicato la protesi, uguale a quella già utilizzata sulla bicicletta da strada. Dato che il problema è l’equilibrio, soprattutto le misure sono molto importanti. Abbiamo comunque fatto molte prove in pista per ottimizzare la postura e per provare i materiali.

Avete pensato a qualche sviluppo per il futuro?

Oggi siamo concentrati sul Record, il futuro è fatto per batterne altri…

Un messaggio per la bacheca di Ale.

Auguro ad Ale una giornata indimenticabile, perchè la sua voglia di mettersi in gioco, la sua caparbietà e la sua semplicità sono un esempio per tutti.