TRENTASETTE E QUARANTASEI. Ed è Record dell’Ora!

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Ale ce l’ha fatta!
Sabato a Montichiari ha stabilito il Record dell’Ora di paraciclismo su pista categoria M-C3, compiendo 148 giri per una distanza complessiva di 37.046,60 km. Sessanta minuti di pura emozione.

Prima della corsa, al Velodromo si respira un’aria di festa. Ci sono altre gare: Allievi e Juniores scenderanno in pista prima e dopo Ale, nell’Area Tecnica c’è un via vai di bici, facce di ragazze e ragazzi che fanno riscaldamento sui rulli.
Ale passeggia. Sugli spalti, per la pista. Ottaviano Frugeri porta la “sua” bici, e noi allestiamo un piccolo set fotografico per “Circe”. I giudici di gara e lo staff di Ale (Felice Costante, Marita Gualea) scambiano qualche parola tra loro. Volti rilassati. Ci sono anche Andrea Libanore e gli atleti del Raschiani Triathlon Pavese, che hanno affittato un pullman per venire qui e faranno un tifo indiavolato per tutta la corsa.

Gli ospiti cominciano ad affluire nel “salottino” che abbiamo preparato per loro. La professoressa Marisa Arpesella, presidente del Corso di Scienze Motorie e Delegato del Rettore a sport, disabilità ed esigenze speciali per l’Università di Pavia, è tra le prime ad arrivare, saluta subito Paolo Marchetti – Paolo è un suo studente, l’esperienza con Ale diventerà la sua tesi di laurea – e poi raccoglie intorno a sè alcuni studenti di Scienze Motorie dell’Università di Brescia venuti per conoscere il progetto sportivo.
Arrivano anche il sindaco di Pavia Massimo De Paoli, con l’assessore allo Sport Davide Lazzari. Ci sono poi i familiari di Ale, la fidanzata Francesca. Il fotografo Andrea Ricordi è al lavoro, Jacopo Vecchio e Mattia Romani cominciano a fare le riprese per documentare l’evento.
Facciamo un giro con Fabio Tavelli per verificare postazioni, cronometro, la scaletta degli ospiti.
Ale è ancora nello spogliatoio con Paolo e Andrea Devicenzi, che farà da apripista e soprattutto, con la sua esperienza, starà vicino ad Ale e lo aiuterà minuto per minuto per tutta la serata.

Ale arriva intorno alle 17.30 come previsto, comincia a fare il riscaldamento sui rulli: è teso, anche se nelle interviste sembra rilassato e si concede anche qualche battuta. Finito il riscaldamento, comincia il giro di prova.
Andrea Devicenzi, Paolo e Ale fanno un primo giro a piedi: Ale è preoccupato per i “sacchetti”: i cilindretti di sabbia che delimitano il percorso di gara. Sono previsti per il Record, ma potrebbero rivelarsi un problema: Ale non ha un perfetto controllo del manubrio, urtarli significherebbe rischiare di perdere l’equilibrio e cadere. Concordano con il giudice di gara di toglierne qualcuno per dargli la possibilità di prendere la corsia nel modo giusto.
Alla fine Andrea e Ale salgono sulla bici: vanno forte, l’impressione è che le gambe non tremino neanche un po’.

Arriva il momento della partenza, con Fabio Tavelli che apre le danze e scalda il pubblico, che applaude e carica Ale. Paolo lo tiene e gli sussurra le ultime indicazioni: è una partenza in movimento, l’hanno già provata, sono pronti. Il giudice prepara lo start ed esplode il colpo di pistola: partito!
Ale comincia forte, dopo i primi giri Paolo ci fa segno pollice su, è la media che vogliamo, va tutto secondo i piani.
Mentre facciamo la spola tra la postazione dei giudici di gara e il parterre degli ospiti, sul megaschermo del velodromo girano le immagini del video che abbiamo preparato con le immagini di Ale a Madrid e ad Adelaide e lo spot Fineco. Dalla postazione di regia si sente in sottofondo la playlist che Ale ha portato da casa: una compilation lunga e varia, serve per mantenere la concentrazione, per non perdere mai il ritmo.

All’improvviso, Ale si abbassa su una curva, fino a fermarsi… Paolo gli corre incontro, i due si parlano per qualche secondo, poi la corsa ricomincia. Aspettiamo notizie… Quando Paolo torna in postazione, scopriamo che è successo quello che temevamo: la temperatura al Velodromo è scesa, ben al di sotto dei 24 gradi richiesti. Ale accusa freddo alla mano sinistra: gli si è intorpidita, il rischio è quello di perdere il controllo del manubrio e di cadere.
Impossibile usare i guanti, perché così Ale perderebbe del tutto il contatto con l’impugnatura, l’unica è legargli alla mano una cuffia di lana, lasciandogli libere le dita. Dopo pochi giri, Ale si ferma per l’intervento e riparte.
Sono andati persi circa 6-7 giri, ma Ale adesso non ha più il pensiero della mano e comincia a inanellare ottime prestazioni. La media al giro aumenta, il pubblico applaude e lo incita a ogni giro.
Quando supera quota 34 km, è il boato: la distanza di Alessandro Grassi (C2), obiettivo minimo, è superata. Non c’è più tempo per arrivare ai 40, ma gli ultimi giri sono molto buoni: suona la campana, poi il doppio colpo di pistola, e il conteggio si ferma a 148 giri, distanza 37,046.60 km. Ecco finalmente il Record!

Nelle interviste a caldo Ale spiega: “Non sentivo più il pollice, e ho avuto paura. Ma le gambe e la testa ci sono, e l’anno prossimo ci voglio riprovare. Ora però mi servono almeno due settimane per staccare e riposare. Poi ricominceremo con la preparazione di Europei e Mondiali di paraduathlon”.
Il resto, sono abbracci, baci e una bella doccia di spumante. Giusto per ribadire che è una grande vittoria, questa. Una di quelle che restano.